La Direttiva europea sul diritto d’autore (Direttiva 2019/790/UE [1]) è stata recepita anche nell’ordinamento italiano.
Nella giornata di oggi, infatti, arriva il sì del Parlamento. Il via libera definitivo è arrivato dal Senato [2], che ha approvato la legge di delegazione europea che contiene appunto la direttiva per la tutela del diritto d’autore e diritti connessi al mercato unico digitale [3].
Il contesto
Dalla nascita degli OTT, gli editori e gli autori finalmente vedranno riconosciuti (e remunerati, speriamo in tempi brevi) i propri diritti per le opere caricate sul web. Bisognerà attendere i decreti attuativi governativi per la definizione dei dettagli, i quali dovranno essere approvati entro il 7 giugno.
La norma è stata approvata il 15 aprile 2019 (in vigore dal 6 giugno) e gli Stati membri avevano esattamente due anni per il recepimento [4], infatti la deadline era fissata per il giugno 2021. In questo lungo periodo, la Direttiva Ue ha subìto delle modifiche, ma soprattutto si è vista la nascita di accordi tra editori e OTT. Il primo Paese Ue a recepirla fu la Francia [5] nel luglio 2019.
La Direttiva Ue
La norma prevede la possibilità per gli editori di negoziare accordi con le piattaforme come Google o Facebook per farsi pagare l’utilizzo dei contenuti. La condivisione di qualsiasi contenuto da parte degli utenti non è a rischio di alcuna sanzione. La responsabilità [6], infatti, viene attribuita alle grandi piattaforme. Il testo europeo sanciva la libertà di pubblicare link o “estratti molto brevi” degli articoli online, purchè non incidessero sull’efficacia del nuovo diritto, sostituendo l’articolo originario.

In particolare, due sono gli articoli della normativa che tutelano il diritto d’autore online:
– l’articolo 15 tutela i giornalisti e i creatori di opere che devono ricevere il giusto compenso dagli editori, e gli Stati devono assicurarsene;
– l’articolo 17 sancisce che le piattaforme online debbano sempre ricevere un’autorizzazione alla pubblicazione rilasciata dal detentore dei diritti sul preciso contenuto.
Giornata storica
Sono diversi i commenti giunti dopo l’arrivo della notizia.
“È il giusto riconoscimento al valore dell’industria creativa nazionale, che supera le contrapposizioni tra gli operatori over the top e i produttori di contenuti per arrivare a una sintesi capace di fare del digitale uno strumento di crescita per tutti, tutelando gli autori e promuovendo la loro opera”.
Dario franceschini, ministro della cultura
“Siamo tra i primi in Europa a legiferare sulla direttiva relativa al copyright, un giusto equilibrio fra diritti degli utenti, esigenze delle piattaforme e sostegno dell’editoria”.
enzo amendola, sottosegretario agli affari europei
“L’attuale situazione economica generata dalla pandemia avrà purtroppo effetti di lungo periodo ed è fondamentale che le opportunità del digitale compensino le difficoltà in cui si dibatte l’intero settore artistico e culturale”.