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Gestire meglio la migrazione e salvare vite lungo la rotta del Mediterraneo centrale

Immagine: Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker

Bruxelles, 25 gennaio 2017 – In vista della riunione dei capi di Stato e di governo a Malta il 3 febbraio 2017, oggi la Commissione europea e l'Alta rappresentante hanno presentato il loro contributo alle discussioni sulle modalità per gestire meglio la migrazione e salvare vite lungo la rotta del Mediterraneo centrale.

La Commissione e l'Alta rappresentante presentano diverse misure supplementari per rafforzare l'operato dell'UE lungo questa rotta, in particolare in Libia e nelle zone limitrofe. Queste azioni mirano a lottare contro le reti della tratta e del traffico di esseri umani, ad aiutare a gestire i flussi migratori più efficacemente, a continuare a salvare vite in mare e a migliorare le condizioni di vita dei migranti e dei rifugiati in Libia e nei paesi limitrofi.

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Troppi ancora muoiono nel Mediterraneo. Abbiamo intrapreso azioni per far fronte a questa situazione ma dobbiamo fare di più. Oggi presentiamo le possibili azioni a breve e medio termine per affrontare i flussi verso e dall'Africa settentrionale. Anzitutto è necessaria la stabilità della Libia e della regione nel suo insieme. Continuando a sostenere questo processo possiamo portare avanti azioni preventive che consentano di cambiare la situazione, salvare vite e spezzare la catena dei trafficanti e degli scafisti, il che avrà un impatto anche sui flussi verso l'Europa.”

Dal 2015 le risorse e le attività destinate alle operazioni dell'UE in mare sono state triplicate, contribuendo a salvare oltre 400 000 persone nel Mediterraneo. Tuttavia, l'aumento della migrazione sulla rotta del Mediterraneo centrale, seguita da oltre 181 000 migranti e rifugiati per raggiungere l'UE nel 2016, ha comportato anche livelli senza precedenti di perdite di vite umane in mare. Per impedire che questa tragedia umana continui nel 2017, oggi la Commissione e l'Alta rappresentante identificano le azioni operative immediate da adottare in collaborazione gli Stati membri relativamente alla rotta del Mediterraneo centrale. Parte di una strategia globale, le azioni proposte tengono conto del più ampio contesto regionale (in particolare le frontiere meridionali della Libia nonché Tunisia, Egitto e Algeria), accentuando nel contempo l'attenzione posta sulla Libia, che rappresenta il punto di partenza per oltre il 90% di quanto cerchino di raggiungere l'Europa.

Sulla base dell'Agenda europea sulla migrazione e sui lavori iniziati nell'ambito del quadro di partenariato sulla migrazione [1] che mira a rafforzare la cooperazione con i paesi partner in materia di migrazione, fra i principali obiettivi citiamo:

Questi sforzi richiedono un'azione concertata da parte delle istituzioni dell'UE e degli Stati membri, dei partner pertinenti in Nord Africa nonché la cooperazione con organizzazioni internazionali attive nella regione, come l'UNHCR e l'OIM. La Commissione e l'Alta rappresentante raccomandano ai capi di Stato e di governo riuniti a Malta il 3 febbraio di sostenere le azioni operative delineate sopra.

Contesto

L'Unione europea e i suoi Stati membri hanno stabilito progressivamente una risposta strategica più forte e articolata per salvare vite e gestire meglio i flussi migratori nel Mediterraneo centrale.

Nel 2015 la Commissione ha presentato un'ampia Agenda europea sulla migrazione. È stata istituita una presenza permanente dell'UE in mare che ha salvato centinaia di migliaia di persone. In seguito al vertice de La Valletta sulla migrazione [2] tenutosi nel novembre 2015, l'UE ha rafforzato la cooperazione con i partner africani, anche attraverso il quadro di partenariato sulla migrazione [3], varato nel giugno 2016, che ha permesso di migliorare come mai prima la cooperazione con i principali paesi di origine e di transito.

A sostegno di questo nuovo approccio è stato inoltre creato un piano di investimenti esterni per l'Africa e per il vicinato [4], avente il potenziale di raccogliere 44 miliardi di euro di investimenti, e fino a 88 miliardi di euro con il contributo degli Stati membri .

Il sostegno dell'Unione europea alla gestione della migrazione basata sui diritti in Libia comprende la costruzione di capacità e la formazione della guardia costiera libica nonché il sostegno alle autorità libiche (GNA) per erogare i servizi di base alla popolazione libica, agli sfollati, ai migranti e ai rifugiati grazie ai programmi in corso dotati di oltre 20 milioni di euro. L'UE sostiene ulteriormente la Libia grazie alle missioni di sicurezza e difesa comune come EUNAVFOR MED operazione SOPHIA [5] ed EUBAM Libia.

Ulteriori informazioni:

Comunicazione: Migrazione sulla rotta del Mediterraneo centrale. Gestire i flussi, salvare vite [6]

Allegato alla comunicazione [7]

Domande e risposte [8]: Migrazione sulla rotta del Mediterraneo centrale

Scheda informativa: relazioni UE-Libia [9]

Cronologia dell'Agenda europea sulla migrazione [10]

Scheda informativa: Quadro di partenariato per la migrazione [11]

Operazione Sophia dell'EUNAVFOR [5]

Missione di assistenza alle frontiere in Libia (EUBAM) [12]